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30 Settembre 2026
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SUP RACE CAMPIONATO ITALIANO FISSW 2026: ISTEDDA NEI TOP DELLA CATEGORIA

ISTEDDA 2026: UNA STAGIONE TOSTA, UN PERCORSO IMPORTANTE. DAL CAMPIONATO ITALIANO AL MONDIALE ICF

Titoli nazionali, medaglie, 23 gare e una spedizione mondiale con sei atleti. Il bilancio di una stagione intensa per ISTEDDA SSD a RL e Canottieri Ichnusa, tra risultati sportivi, difficoltà organizzative, costi delle trasferte dalla Sardegna e un progetto che guarda al futuro del SUP racing.

Una stagione da ricordare

Una stagione lunga, impegnativa e ricca di soddisfazioni. Per ISTEDDA SSD a RL, in collaborazione con Canottieri Ichnusa, il 2026 ha rappresentato un anno di importante crescita sportiva e organizzativa, culminato con la partecipazione al Campionato del Mondo ICF di Sabaudia.

Dopo la finale del Campionato Italiano di Igea Marina, il bilancio dell'attività agonistica ha restituito la dimensione di un percorso particolarmente intenso: 11 eventi disputati prima dell'appuntamento mondiale, 23 gare, un evento promozionale, sei tappe del circuito FISSW, quattro selettive ICF World Cup e la partecipazione internazionale alla Vogalonga.

A completare il calendario è arrivato il Campionato del Mondo ICF, organizzato a Sabaudia dal 14 al 18 ottobre, con una partecipazione internazionale da record.

La squadra si è presentata all'appuntamento mondiale con sei atleti, di cui due donne, portando in acqua l'esperienza maturata durante una stagione che ha messo a dura prova atleti e organizzazione sotto diversi punti di vista.

Ma prima del mondiale, il percorso nazionale aveva già consegnato risultati di assoluto rilievo.

Campionato Italiano FISSW: titoli, medaglie e piazzamenti importanti

Il circuito nazionale ha confermato la competitività degli atleti Istedda nelle diverse categorie e specialità del SUP Race.

I risultati ottenuti nelle discipline Sprint, Technical e Distance hanno portato titoli italiani, medaglie e piazzamenti di vertice, dimostrando la qualità del lavoro svolto durante la stagione.

Gran Master Uomini

Sprint: 3° Francesco Usai
Sprint: 4° Fabrizio Gasbarro
Technical: 1° Fabrizio Gasbarro
Technical: 4° Francesco Usai
Distance: 1° Fabrizio Gasbarro
Distance: 4° Francesco Usai

Master Uomini

Technical: 1° Reza Nasiri
Technical: 8° Salvatore Di Ciaccio
Sprint: 2° Reza Nasiri
Distance: 2° Reza Nasiri
Combinata: 1° Reza Nasiri
Combinata: 11° Salvatore Di Ciaccio

Kahunas Uomini

Technical: 1° Giorgio Baldantoni
Distance: 2° Giorgio Baldantoni
Sprint: 2° Giorgio Baldantoni
Combinata: 2° Giorgio Baldantoni

Classifica momentanea della categoria in fase di verifica.

Master Donne

Technical: 6ª Lorenza Cruciani
Sprint: 6ª Lorenza Cruciani
Combinata: 6ª Lorenza Cruciani

Un insieme di risultati che testimonia la presenza della squadra ai vertici del panorama nazionale, con atleti capaci di competere in diverse specialità e categorie.

Particolarmente significativo il percorso di Fabrizio Gasbarro e Reza Nasiri, protagonisti di una stagione ricca di successi, così come quello di Francesco Usai, che ha saputo conciliare l'attività agonistica con un importante carico di responsabilità organizzative.

Da sottolineare anche i risultati di Giorgio Baldantoni nella categoria Kahunas e la continuità di Lorenza Cruciani, protagonista al femminile nonostante le difficoltà fisiche incontrate durante la stagione.

Sei atleti al Mondiale: il risultato di un lavoro collettivo

Il Campionato del Mondo ICF di Sabaudia ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso agonistico particolarmente impegnativo.

La squadra Istedda Canottieri Ichnusa ha affrontato il confronto internazionale con sei atleti, due donne e quattro uomini, misurandosi con centinaia di concorrenti provenienti da tutto il mondo.

Il mondiale ha confermato l'alto livello tecnico della disciplina e la competitività delle categorie Master, nelle quali esperienza, preparazione e capacità strategica rappresentano elementi fondamentali.

Tra i risultati più significativi sono arrivati piazzamenti nella top 10 mondiale nella Distance maschile 50+, con Reza Nasiri settimo e Fabrizio Gasbarro ottavo, e nella Inflatable femminile 40+, con Lorenza Cruciani.

Non sono mancati risultati importanti anche nelle altre discipline, dallo Sprint alla Technical, in un contesto nel quale ogni batteria ha richiesto massima concentrazione e precisione.

La partecipazione al mondiale ha rappresentato un traguardo importante non soltanto per gli atleti, ma anche per la società, che ha dovuto affrontare una complessa attività di programmazione e gestione per rendere possibile la trasferta.

Il costo di essere una società sportiva in Sardegna

Dietro ogni competizione ci sono chilometri, attrezzature, trasferte, iscrizioni e giornate di lavoro.

Per una società sportiva che opera in Sardegna, la partecipazione ai circuiti nazionali e internazionali comporta difficoltà logistiche ed economiche ulteriori rispetto a quelle affrontate da molte realtà del Centro e Nord Italia.

Il trasporto degli atleti e delle attrezzature richiede una pianificazione accurata e comporta costi aggiuntivi:

Trasporto marittimo e prenotazioni dei traghetti.
Carburante e spostamenti su strada.
Noleggio e movimentazione delle attrezzature.
Iscrizioni alle competizioni.
Pernottamenti e gestione logistica.
Giorni di ferie aggiuntivi per affrontare gli spostamenti.

Secondo le stime elaborate dalla società, una trasferta agonistica per un atleta sardo può arrivare a comportare un costo complessivo superiore di circa il 67% rispetto a quello sostenuto da un atleta del Centro Italia.

Le trasferte per le competizioni ICF all'estero hanno naturalmente rappresentato le voci più onerose. A questo si è aggiunto il parziale rinnovo delle attrezzature, indispensabile per mantenere un livello competitivo adeguato.

Il budget disponibile era limitato, ma la società ha scelto di non interrompere il percorso.

Ha sostenuto quanto possibile gli atleti, occupandosi degli anticipi economici, della gestione delle trasferte, della movimentazione delle attrezzature, della logistica e delle procedure amministrative per il recupero delle risorse.

Un impegno che ha richiesto una gestione attenta e una grande capacità di adattamento.

Gli infortuni e la forza del gruppo

La stagione era iniziata con una squadra composta da sei atleti, ma gli infortuni hanno progressivamente limitato le possibilità di partecipazione e condizionato la preparazione.

Per buona parte del campionato, la società si è trovata a poter contare principalmente su tre atleti, costretti a sostenere una parte significativa del programma agonistico.

Una situazione che avrebbe potuto compromettere gli obiettivi iniziali, ma che non ha fermato il progetto.

La risposta è arrivata soprattutto attraverso la collaborazione tra i componenti della squadra.

La condivisione dei mezzi, delle spese, delle attrezzature e delle difficoltà ha permesso di proseguire il percorso, dimostrando che il valore di una squadra non dipende soltanto dal numero dei suoi componenti, ma dalla capacità di affrontare insieme i momenti più complessi.

In questo senso, il 2026 ha rappresentato anche un importante banco di prova sul piano umano e organizzativo.

Francesco Usai: atleta e riferimento organizzativo del progetto

Un ruolo centrale nella gestione della stagione è stato svolto da Francesco Usai, organizzatore e riferimento operativo della squadra.

Oltre all'impegno agonistico, Usai ha seguito una parte rilevante delle attività necessarie per garantire la partecipazione alle competizioni, dalla pianificazione delle trasferte alla gestione amministrativa, dai rapporti con enti e federazioni alle procedure per l'accesso ai contributi regionali.

Un doppio ruolo particolarmente impegnativo, considerando anche la condizione di atleta che si allena in Sardegna senza poter contare su un gruppo di compagni di pari livello presente quotidianamente sul territorio.

La gestione del progetto ha richiesto tempo, competenze e disponibilità costante, spesso a scapito della preparazione personale e del recupero.

È una condizione che accomuna numerosi Master impegnati nel SUP racing, atleti che non si limitano a gareggiare, ma contribuiscono concretamente alla diffusione della disciplina, alla formazione di nuovi praticanti e istruttori e alla crescita delle rispettive realtà sportive.

Il loro contributo rappresenta una componente fondamentale del movimento, anche se spesso rimane poco visibile nelle classifiche e nella comunicazione ufficiale.

Raccontare lo sport significa raccontare anche quello che non si vede

Durante la stagione Istedda ha cercato di documentare il proprio percorso andando oltre la semplice pubblicazione dei risultati.

Le trasferte, le difficoltà, gli imprevisti, le soddisfazioni e anche gli aspetti meno positivi sono stati parte del racconto di un'esperienza sportiva autentica.

L'obiettivo è stato quello di dare visibilità non soltanto agli atleti e alle loro prestazioni, ma anche al lavoro necessario per rendere possibili le competizioni.

La società ha inoltre cercato di sensibilizzare le istituzioni sulle difficoltà che una realtà sportiva isolana deve affrontare per partecipare ai circuiti nazionali e internazionali.

In alcune situazioni sono state riscontrate attenzione e collaborazione; in altre non sono arrivate risposte concrete.

Un percorso che ha comunque permesso di evidenziare un problema più ampio: il valore sportivo e territoriale delle piccole società no profit non sempre trova un adeguato riconoscimento economico e istituzionale.

Il SUP può rappresentare un'importante opportunità per la Sardegna, collegando sport, mare, benessere, turismo attivo e promozione del territorio.

Ma per trasformare questa potenzialità in un progetto duraturo servono collaborazioni, investimenti e strumenti adeguati.

Il valore di fare squadra

Il 2026 ha confermato che una squadra non si costruisce soltanto attraverso le prestazioni individuali.

Il rispetto reciproco, la disponibilità a collaborare e la capacità di affrontare insieme le difficoltà sono elementi essenziali per mantenere un progetto sportivo sano e duraturo.

Istedda ha scelto di mettere al centro il progetto collettivo, cercando di preservare un ambiente positivo nel quale le differenze individuali potessero convivere con obiettivi condivisi.

Anche le scelte organizzative e le difficoltà relazionali fanno parte del percorso di crescita di una società.

La qualità di un progetto non si misura soltanto attraverso le classifiche, ma anche attraverso le relazioni che riesce a costruire e il valore umano che lascia alle persone coinvolte.

Dal sacrificio alla sostenibilità: la sfida per il futuro

I risultati ottenuti nel 2026 dimostrano che il progetto Istedda possiede competenze e potenzialità per continuare a crescere.

La stagione ha però evidenziato anche i limiti di un modello nel quale gran parte del lavoro organizzativo e gestionale dipende dalla disponibilità di poche persone e nel quale le risorse economiche non sempre sono proporzionate agli obiettivi agonistici.

La passione resta il motore fondamentale dello sport, ma non può diventare la risposta automatica a ogni difficoltà.

Per proseguire occorrono una maggiore sostenibilità economica, una struttura organizzativa più equilibrata, nuove collaborazioni e un riconoscimento concreto del lavoro svolto dalle società sportive.

Se queste condizioni non dovessero realizzarsi, anche un eventuale ridimensionamento del programma agonistico potrebbe rappresentare una scelta responsabile, finalizzata a tutelare gli atleti e la continuità della società.

L'obiettivo non è partecipare a ogni competizione possibile, ma costruire le condizioni affinché i risultati raggiunti possano diventare la base di un progetto destinato a durare.

Una stagione che lascia il segno

Il 2026 ha consegnato a Istedda titoli, medaglie, piazzamenti internazionali e un'esperienza mondiale di grande valore.

Ma soprattutto ha dimostrato che anche una piccola realtà sportiva sarda può costruire un percorso agonistico significativo, confrontarsi con i migliori e contribuire alla crescita di una disciplina ancora in fase di sviluppo sul territorio.

Dietro ogni atleta sceso in acqua ci sono una società, una squadra, persone che hanno lavorato e collaborato, famiglie sportive e tanti sacrifici spesso lontani dai riflettori.

Le medaglie sono importanti, ma non rappresentano l'intero valore del percorso.

Il lavoro organizzativo permette di raggiungere i risultati. La collaborazione permette di superare le difficoltà. La sostenibilità permette di continuare.

Istedda ha dimostrato di saper competere e di saper costruire. Adesso la sfida è trasformare i risultati del 2026 in una base solida per il futuro.

Perché far crescere lo sport significa anche prendersi cura delle persone che, ogni giorno, lo rendono possibile.

ISTEDDA SSD a RL 

Sport, mare, passione e territorio. Una squadra, un percorso, una visione per il futuro.



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